THAT FASCINATING DECAY OF ADVERTISING POSTERS ON BILLBOARDS ALONG THE ROADS… (SHORT VIDEO)

Advertisements and posters have always provided material and inspiration for modern art. Some artists removed sections of posters from billboards and then glued them onto canvas, with very interesting effects. I believe the deterioration of outdoor paper advertising can emerge and transform into another language through photography and close-up photography. This is the purpose of LaceR/Actions. It is a multidisciplinary research project on the signs, degradation, and deterioration of the urban landscape, particularly the apparent chaos of deteriorated paper on billboards and displays. So far, I have collected over 180,000 images. Captured by the camera and transferred to canvas, reproduced on lithographs or fabrics (such as pure silk), or scanned into a video clip, the details of the decomposed and torn posters give new life to the paper. In the decomposed and torn advertisements, the “discarded” city is recognizable, self-destructing in its messages, self-regenerating, and reproducing itself in new visual elements, often contradictory, dissonant, and discordant, but nonetheless surprisingly vital. http://www.robertoalborghetti.com

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Roberto Alborghetti, 2026

La pubblicità e i manifesti pubblicitari hanno sempre fornito materia ed ispirazione all’arte moderna. C’è chi asportava parti di manifesti dai tabelloni pubblicitari e poi li incollava su tela. Con effetti molto interessanti. Penso che il degrado della pubblicità cartacea all’aperto può emergere e trasformarsi in un altro linguaggio attraverso la fotografia e la fotografia ravvicinata. Come è la finalità di LaceR/Actions”: è un progetto-ricerca multidisciplinare sui segni, sul degrado e sul deteriomento del paesaggio urbano, in particolare sull’apparente caos di carte deteriorate dei cartelloni pubblicitari e display. Finora ho raccolto più di 180.000 immagini. Impressionati dalla macchina fotografica e trasferiti su tela, riprodotti su litografie o tessuti (come la seta pura), o scansionati in un videoclip, i dettagli dei manifesti decomposti e strappati danno nuova vita alla carta. Nelle pubblicità decomposte e lacerate è riconoscibile la città “scartata”, che si autodistrugge nei messaggi, si autorigenera e si autoriproduce in nuovi elementi visivi, spesso contraddittori, dissonanti, discordanti, ma comunque sorprendentemente vitali. http://www.robertoalborghetti.com

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